CCNL Elettrici           
5 Mar 2010
E’ stata siglata una ipotesi di struttura contrattuale

La parte economica è così strutturata:

aumento medio mensile,sul triennio, di 97,52 € / totale in 42 mesi: 4.039 €

dal

[€]

mesi

totale prec. prop.

[€]

01/03/2010

40 (*)

40

400

1.600

01/01/2011

45

28

2380

1.260

01/01/2012

45

14

420

630

01/07/2012

27

7

245

189

Aumento a regime: 157 €

sul parametro 248,5

Totale lordo aumenti 01/03/2010-31/12/2012

3.679

Una tantum 1°luglio 2009 – 28 febbraio 2010

360

Totale lordo a fine validità contratto (42 mesi)

4.039

(*) E’ stata tolta l’opzione EDR alla prima parte dell’aumento, facendola rientrare nei minimi, come dovrebbe naturalmente essere.

Il costo a carico delle aziende del gruppo si aggirerà, come stima di massima, su circa mezzo miliardo di euro.

Cat

Par

Ripartizione

della una tantum

aumento mensile medio  lordo

aumento  mensile medio netto tass 27%

QS

413,5

599,03

162,28

118,46

Q

362,5

525,15

142,26

103,85

ASS

310,0

449,09

121,66

88,81

AS

285,0

412,88

111,85

81,65

A1S

270,0

391,15

105,96

77,35

A1

254,0

367,97

99,68

72,77

BSS

238,5

345,51

93,60

68,33

BS

225,0

325,96

88,30

64,46

B1S

211,0

305,67

82,81

60,45

B1

198,0

286,84

77,71

56,72

B2S

180,0

260,76

70,64

51,57

B2

162,0

234,69

63,58

46,41

CS

135,0

195,57

52,98

38,68

C1

115,0

166,60

45,13

32,95

C2

100,0

144,87

39,24

28,65

Se prendiamo a confronto la più consistente società del settore, Enel SpA, si apprezza che nel 2008, lo dicono i conti del Gruppo Enel, si hanno ricavi per 61,2 miliardi (un + 40,0% sul 2007), nel 2009 si hanno i ricavi in crescita del 4,6% rispetto al 2008, per 64 miliardi di euro e con un margine operativo lordo in aumento dell'11,9%... in sintesi: questo aumento contrattuale,valido per 42 mesi, rappresenta lo 0,7% dei ricavi del 2009 di una sola società del settore elettrico.

Non c’è da fare proclami esaltanti, con onestà si può dire che, in una condizione di costante ingessamento e progressivo vecchiume sindacale, in un paese dove interessi formalmente divergenti trovano la quadratura in funzione del perdurare del sistema e non in funzione dei cittadini, poteva andare peggio.  

Si può dire che da parte delle aziende del settore elettrico, in generale, c’è stato il buon gusto e l’onestà di non “piangere la crisi” per erodere ulteriormente la busta paga; allora, onestà per onestà, per quanto riguarda l’attuale proposta economica diamo anche il merito a Assoelettrica, Federutily, Enel,.. che non hanno voluto essere eccessivamente aggressive, volendo mantenere, anche agli occhi dell’opinione pubblica, la condizione del settore strategico, florido e pregiato. 

La quota 157 euro, che rappresenta il più alto aumento siglato negli ultimi tempi rende “simpatiche” queste aziende...o no?!  Tanto i conti ed i tornaconti sono in pochi a saperli fare.

Sulla parte normativa (sciopero, trasferimenti, classificazione, organismi paritetici ecc.)  informeremo i lavoratori con un ulteriore e specifico comunicato.

La parola ora passa alle assemblee dei Lavoratori che potranno approvare o respingere questa ipotesi di accordo contrattuale.

Ultima nota:... e  sulla bontà dell’accordo siglato tra governo e parti sociali il 22 gennaio 2009 che fissa un minimo d’aumento più alto (di circa un +10%)  rispetto a quello del 1993, ci dispiace leggere, nello “speciale contratto” de “Il lavoratore elettrico” della Flaei-CISL, l’enfasi del fatto che questo sia un  buon accordo fatto col governo e Confindustria, siglato da CISL ed UIL (ricordiamo che la CGIL non l’ha firmato) dimenticando, opportunamente(?), che questo accordo CISL e UIL da sole non potevano renderlo attuativo, infatti l’accordo che la federazione della CISL proclama come la panacea della “giusta direzione” è stato siglato anche dalla CISAL... in questo caso senza la firma di noi Sindacati Indipendenti...l’accordo era carta da...cestino!  E’ sempre bene “dare a Cesare ciò che è di Cesare”...